Happy New HEAR. Comunicato n. 2. Presagi di nuovo secolo: pop, videoclip, web 2.0


Nell’ambito di ROMA CITTA’ NATALE promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, si presenta, dal 18 al 21 dicembre 2009, il progetto Happy New HEAR. Felice Nuovo Ascolto del mondo che cambia. Esperienze urbane alla soglia del primo decennio di nuovo millennio, tra memoria e mutazione. Un progetto dell’associazione culturale teatron.org, a cura di Carlo Infante, inscritto nella strategia Performing Roma che promuove un inedito Cantiere di Urban Experience, inteso come nuova progettualità culturale, tesa a coniugare multimedialità, web ed azioni urbane.

L’appuntamento centrale è Venerdì 18 dicembre 2009 al Caffe Letterario ore 21.00 (Via Ostiense 95) con l’eventoPresagi di nuovo secolo: pop, videoclip, web 2.0” una conferenza-spettacolo con Carlo Massarini, con il quale, attraverso la sua carriera e il percorso multimediale , torneremo indietro fino agli anni 70 sfogliando le pagine di Dear Mister Fanatsy, il suo foto-libro edito da Rizzoli: un percorso, inframmezzato da estratti video, che delinea l’arco di esperienza innovativa aperto dalle culture pop degli anni settanta e poi evoluto negli anni ottanta con l’avvento dei linguaggi del videoclip per arrivare agli scenari del web 2.0 e del performing media: Carlo Infante e Carlo Massarini giocano a capire quali siano le tendenze che hanno trasformato la comunicazione visuale dei nostri anni e di come musica e media, tecnologia e arte si sono intrecciati, a cavallo di un secolo. Un evento che invita a un “felice nuovo ascolto” delle mutazioni in corso, a partire da quei movimenti musicali che hanno caratterizzato allora le trasformazioni della condizione giovanile come in una sorta di colonna sonora dell’evoluzione culturale, dal pop al web.

Massarini è il protagonista emblematico dei vari passaggi della cultura pop, famoso per la conduzione di trasmissioni televisive come Mr. Fantasy (1981-84), il primo programma al mondo bsato esclusivamente sui videoclip, e ha lasciato un segno indimenticato non solo nell’ambito dei format televisivi, ma anche sulla grafica, lo stile, l’ecletticità. Subito dopo, è arrivato il Non Necessariamente, un salto in avanti di fantasia cartoonesca che nel 1986 ha ispirato un tecno-varietà psichedelico, assolutamente avanzato allora – e forse ancora oggi- che ipotizzava un viaggio nel mondo delle immagini, dove il viaggiatore “virtuale” (parola che allora non esisteva) vagabondava fra scenari artificiali in cromakey, con intervento in computer graphic, cascando dentro film (grazie all’effetto “immersivo” del cromakey) e dialogando con i personaggi surreali interpretati da Paolo Hendel, i Gemelli Ruggeri o una Loredana Bertè “prigioniera” di una telenovela. Stavano maturando i semi di quel villaggio globale che la rete avrebbe reso abitabile per tutti noi solo un decennio dopo ( se non più). Mediamente, partito nella primavera del 1995, con primo ospite in studio Nicholas Negroponte, è anticipatore di temi che solo oggi esplodono, rappresentando un trampolino di lancio per le culture digitali.

Un’occasione da non perdere per guardare al passaggio di nuovo anno al ritmo delle mutazioni.

NOTE DI APPROFONDIMENTO

Presagi di nuovo secolo: pop, videoclip, web 2.0

Carlo Infante e Carlo Massarini giocano a capire quali sono i presagi, ovvero le tendenze che hanno trasformato la comunicazione dei nostri anni. Attraverso la carriera (che di fatto scandisce un percorso multimediale emblematico) del “signor fantasia”, torneremo indietro fino agli anni 70 sfogliando le pagine di Dear Mister Fanatsy, il suo foto-libro appena uscito per Rizzoli.

Sono anni in cui il rock ha dato i codici esistenziali sui quali le nuove generazioni hanno cambiato sia la musica che la società. Questa nuova cultura ha avuto il suo perno nel videoclip, il nuovo medium elettronico che ha reinventato i linguaggio dell’audiovisivo. Mister Fantasy (1981-84) è stato il primo programma al mondo di videoclip e ha lasciato un segno indimenticato non solo sulla fantasia al potere (televisivo), ma anche sulla grafica, lo stile, l’ecletticità. In altre parole, un cult. Subito dopo, è arrivato Non Necessariamente, un salto in avanti in termini di format televisivo: un gioiello di fantasia cartoonesca che nel 1986 s’è compiuto in un tecno-varietà psichedelico, assolutamente avanzato allora -e forse ancora oggi- che ipotizzava un viaggio nel mondo delle immagini, dove il viaggiatore virtuale vagabondava fra scenari al croma key, al computer, cascando dentro film e dialogando con personaggi surreali, tornando ogni volta alla base, un isolotto in cui una grande rete, un computer primitivo e una pietra della memoria anticipavano l’idea di Internet 10 anni prima. Eravamo già tutti nel futuro, anche se non lo sapevamo ancora. Si stavano maturando i semi di quel villaggio globale che la rete avrebbe reso abitabile per tutti noi. Mediamente, partita in sordina nella primavera del 1995, primo ospite in studio Nicholas Negroponte, insegnava ad essere, appunto, digitali. In sette edizioni, fino al 2002, ha raccontato la più grande trasformazione della storia umana recente. Guardando non tanto alla tecnologia per sè, ma raccontando le ricadute sulla società, ha di fatto tracciato le linee di futuro mentre si stava svolgendo. I temi di Mediamente alfabetizzazione digitale, nuove economie, videogiochi, realtà virrtuale, libertà di informazione, commercio elettronico, comunità virtuali, intelligenze connettive sono i grandi temi di oggi. La tecnologia ha velocizzato un percorso di evoluzione che si è fatto esplosivo: siamo cambiati più negli ultimi 15 anni che nel secolo precedente, anche se non tutti se ne sono accorti. Anche la musica è cambiata. Da allora in cui tutti questi device digitali non esistevano affatto, e in cui con una chitarra e i capelli lunghi si pensava di cambiare il mondo è cambiato tutto: l’immagine, i mezzi di comunicazione, l’industria. E così il cinema, i giochi, le protesi tecnologiche diventate emozionali (palmari,iPhone, laptop, mp3). Ok, il mondo è cambiato.

Venerdì sera, con alcuni protagonisti di questi momenti che hanno fatto la storia (non solo della televisione) in Italia, parleremo di come è successo. Di come musica e media, tecnologia e creatività si sono intrecciati, a cavallo di un secolo.

Ufficio Stampa: Monica Mureddu cell. 3492131859

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